Quanto vale davvero il Pallone d'Oro?
Il trofeo è in ottone placcato oro e vale circa 3.000 euro, ma il Pallone d'Oro 2013 di Ronaldo è stato venduto a circa 600.000 euro. L'Oscar, invece, quasi non si può vendere.
Un premio da 70 edizioni
Il 26 ottobre 2026, al London Palladium, è stato assegnato il Pallone d'Oro numero 70, il riconoscimento individuale più prestigioso del calcio. Per chi lo vince è il punto più alto di una carriera. Ma se si guarda all'oggetto in sé, alla sfera dorata che il vincitore porta a casa, il conto economico è molto diverso da quello che il nome lascia immaginare.
Di cosa è fatto
Il trofeo non è d'oro massiccio. Fin dalla prima edizione, nel 1956, lo realizza a mano la maison parigina Mellerio, una storica casa orafa di origine italiana. Il procedimento parte da due semisfere di ottone saldate tra loro, su cui vengono incise le cuciture del pallone; solo alla fine il trofeo viene ricoperto da un sottile strato d'oro, che gli dà il colore caratteristico. L'oro, quindi, c'è, ma solo in superficie.
Quanto vale davvero
Non esiste un prezzo ufficiale, ma secondo le stime di alcuni gioiellieri, riportate da più testate, il valore di materiali e lavorazione si aggira intorno ai 3.000 euro. La cifra può variare un po' con il prezzo dell'oro, ma resta contenuta proprio perché il metallo prezioso è solo una pellicola esterna.
C'è un altro dettaglio poco noto: chi vince il Pallone d'Oro non riceve alcun premio in denaro. Il ritorno economico, se c'è, arriva in modo indiretto, per esempio attraverso bonus previsti nei contratti o sponsorizzazioni.
Il caso Ronaldo: 200 volte il valore
Il valore di mercato, però, può essere molto più alto di quello dei materiali. Il caso più noto riguarda Cristiano Ronaldo. Nel 2017 il calciatore portoghese ha donato il suo Pallone d'Oro del 2013 a un'asta benefica a Londra a favore della fondazione Make-A-Wish, che aiuta bambini con gravi malattie: il trofeo è stato venduto per circa 600.000 euro. Secondo il quotidiano spagnolo Marca, si trattava di una replica ufficiale che Ronaldo aveva chiesto appositamente, mentre l'originale resta esposto nel suo museo a Madeira. Rispetto alla stima di 3.000 euro, il prezzo pagato è circa 200 volte il valore materiale.
È un esempio di come, per gli oggetti da collezione, il prezzo dipenda soprattutto dalla storia e dal prestigio che rappresentano, e molto meno da ciò di cui sono fatti.
E l'Oscar?
Il Pallone d'Oro viene spesso chiamato "l'Oscar del calcio", ma sul mercato i due premi seguono regole opposte. Il Pallone d'Oro resta di proprietà del vincitore, che può decidere di venderlo. Per l'Oscar, invece, dal 1950 l'Academy chiede ai vincitori di impegnarsi a offrirle la statuetta per 1 dollaro prima di poterla cedere a chiunque altro. Una regola che di fatto blocca il mercato delle statuette assegnate dopo quella data.
Per questo le vendite più ricche riguardano Oscar più vecchi. Il record appartiene alla statuetta per il miglior film assegnata a "Via col vento" (1939), comprata da Michael Jackson nel 1999 per 1,54 milioni di dollari; nel 2011 l'Oscar vinto da Orson Welles per la sceneggiatura di "Quarto potere" è stato venduto per 861.542 dollari.
In sintesi
Il Pallone d'Oro è un oggetto prezioso più per quello che significa che per quello che contiene. Il suo valore materiale è di poche migliaia di euro, ma la storia di chi lo ha vinto può moltiplicarlo per centinaia di volte.
Contenuto a solo scopo informativo: non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.
Fonte: QuiFinanza