Redditi bassi: dove si concentrano in Italia, fino ai quartieri di Palermo
Quasi una persona su cinque è a rischio di povertà: dal 9,4% del Nord-est al 32,1% del Sud, fino al 70% di un quartiere di Palermo.
Il quadro italiano
Secondo l'Istat, nel 2025 il 18,6% delle persone residenti in Italia era a rischio di povertà, cioè viveva in una famiglia con un reddito disponibile "equivalente" inferiore al 60% di quello mediano nazionale. Per una persona che vive da sola la soglia corrisponde a 13.237 euro l'anno, circa 1.103 euro al mese, calcolati sui redditi del 2024.
Il reddito equivalente serve a confrontare famiglie di dimensioni diverse: il reddito netto della famiglia viene diviso per un coefficiente che conta 1 per il primo adulto, 0,5 per ogni altro adulto e 0,3 per ogni bambino sotto i 14 anni. È una misura relativa, diversa dalla povertà assoluta, che l'Istat calcola sulla spesa per beni essenziali.
Un Paese diviso
La media nazionale nasconde differenze forti. Nel Nord-est la quota di persone a rischio di povertà è del 9,4%, nel Nord-ovest dell'11,2%, al Centro del 15,1%. Al Sud e nelle Isole sale al 32,1%, più del triplo del Nord-est.
Zoom su Palermo
L'Istat misura lo stesso tipo di indicatore anche dentro le città, zona per zona, in un progetto che riguarda 25 comuni. A Palermo il 37,4% delle persone vive in famiglie a basso reddito equivalente: quasi quattro su dieci.
Dentro il comune le distanze sono enormi: nella zona di Resuttana la quota è del 14,2%, a San Filippo Neri del 70,2%, quasi cinque volte tanto.
Il caso opposto: Bologna e Firenze
Con lo stesso indicatore, la quota è del 15,0% a Bologna e del 17,4% a Firenze, meno della metà di Palermo.
Una delle differenze più evidenti riguarda il lavoro. Tra le persone di 25-64 anni gli occupati sono il 77,6% a Bologna e il 76,4% a Firenze, contro il 55,7% di Palermo. I giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano sono il 16,6% a Bologna, il 17,5% a Firenze e il 32,7% a Palermo. Anche dentro Palermo le zone con più redditi bassi sono quelle dove lavorano meno adulti: a San Filippo Neri è occupato il 34,3% dei 25-64enni, a Croci-Ruggiero-Settimo il 72,0%. I dati mostrano un legame tra lavoro e reddito, anche se da soli non bastano a spiegarne tutte le cause.
Una nota sui dati
Il dato nazionale e quelli per ripartizione vengono dall'indagine Istat su reddito e condizioni di vita (anno 2025). I dati per città e quartieri vengono dagli indicatori Istat di disagio socio-economico, costruiti sui registri e riferiti al 2021 secondo le schede Istat (per Palermo la versione grafica indica dati provvisori 2023). La definizione di reddito basso è la stessa, ma fonti e anni sono diversi, quindi i numeri vanno letti come ordini di grandezza e non confrontati al decimale.
Perché conta
Le medie nazionali raccontano un divario tra Nord e Sud, ma questi dati mostrano che le differenze più forti possono trovarsi dentro la stessa città. Sapere dove si concentrano redditi bassi e poco lavoro aiuta a decidere dove intervenire.
Contenuto a solo scopo informativo: non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.
Fonte: Istat – Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anno 2025