Italia

Plastic tax e sugar tax rinviate per la nona volta: cosa ha deciso il governo

Previste dal 2020 e mai applicate, con la manovra 2027 slittano al 1° luglio 2027. Ora decide il Parlamento, mentre la Germania prepara una tassa sulle bibite.

29 ottobre 2026 · Regolamentazione

Due tasse nate nel 2020

La plastic tax e la sugar tax sono state introdotte con la legge di bilancio per il 2020 (legge 160 del 2019), approvata durante il secondo governo Conte. Dovevano servire a due obiettivi diversi: ridurre l’uso della plastica usa e getta e scoraggiare il consumo di bevande molto zuccherate. Da allora, però, nessuno le ha mai pagate: la loro entrata in vigore è stata spostata in avanti da tutti i governi che si sono succeduti.

Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2027, una manovra da circa 26 miliardi di euro, che contiene anche “la proroga al 1° luglio 2027 della sospensione della plastic tax e della sugar tax”. È il nono rinvio.

Cosa prevedono le due imposte

La plastic tax è un’imposta di 0,45 euro per ogni chilogrammo di plastica contenuta nei manufatti monouso, i cosiddetti MACSI: imballaggi, contenitori, piatti e posate usa e getta. Colpisce quindi prodotti di uso quotidiano, dalle confezioni del supermercato alle stoviglie per feste e asporto.

La sugar tax riguarda le bevande analcoliche con aggiunta di zuccheri o dolcificanti: prevede 10 euro per ettolitro, cioè 10 centesimi al litro, per i prodotti finiti e 0,25 euro al chilogrammo per i prodotti da diluire. Per una bottiglia da un litro e mezzo, la sugar tax varrebbe quindi 15 centesimi.

Otto rinvii, e ora il nono

Secondo l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica, fino al 2025 l’introduzione delle due imposte era già stata rinviata otto volte. L’ultima proroga, contenuta nella legge di bilancio per il 2026, aveva fissato la partenza di entrambe al 1° gennaio 2027, come ha ricordato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in un avviso di gennaio.

Il nuovo rinvio era stato anticipato nei giorni precedenti. Intervenendo all’assemblea di Federchimica, il vicepremier Antonio Tajani aveva detto che le due tasse sarebbero state rinviate “almeno per altri sei mesi”, aggiungendo di essere favorevole a un rinvio di un anno. Il testo approvato dal governo sposta la partenza di sei mesi, al 1° luglio 2027.

Quanto costa rinviare

Rinviare una tassa già prevista nei conti pubblici ha un costo, perché le entrate attese vengono meno e vanno coperte in altro modo. L’Osservatorio CPI calcola che l’ultimo rinvio comporti per il 2026 minori entrate per 73 milioni di euro dalla plastic tax e 372 milioni dalla sugar tax, cioè 445 milioni in tutto.

C’è anche un effetto meno visibile. Secondo l’Osservatorio, finché le due tasse restano in vigore sulla carta, compaiono nelle previsioni come entrate future: i conti degli anni successivi sembrano così migliori di quanto siano, salvo poi dover trovare le coperture a ogni nuovo rinvio.

Chi chiede cosa

Le associazioni delle imprese coinvolte chiedono di andare oltre il rinvio. Assobibe, che rappresenta i produttori di bevande analcoliche, e Unionplast, per l’industria della plastica, domandano l’abolizione definitiva delle due imposte, sostenendo che i continui rinvii creano incertezza e frenano gli investimenti. Assobibe stima in oltre un miliardo di euro gli investimenti bloccati dall’incertezza.

Sul fronte opposto, organizzazioni ambientaliste e del settore della salute chiedono che le tasse entrino finalmente in vigore, richiamando le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle imposte sulle bevande zuccherate.

La Germania va nella direzione opposta

Mentre l’Italia rinvia, la Germania si prepara a introdurre una tassa sulle bibite zuccherate. Il 14 ottobre 2026 il governo federale ha approvato una proposta che, dal 1° luglio 2027, prevede 26 centesimi al litro per le bevande con almeno 5 grammi di zucchero ogni 100 millilitri e 32 centesimi da 8 grammi in su. Sono esclusi i succhi di frutta e verdura senza zuccheri aggiunti e le bevande dolcificate senza zucchero, le cosiddette “zero”. Il gettito atteso è di 690 milioni di euro nel 2027. La misura deve ancora essere votata dal Bundestag.

Il confronto con l’Italia è netto: a parità di bibita molto zuccherata, la tassa tedesca sarebbe più del triplo di quella italiana, che resta comunque sospesa.

Cosa succede adesso

Il disegno di legge di bilancio passa ora al Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre. Durante l’esame il testo può cambiare: il rinvio potrebbe essere confermato, allungato o, come chiedono le imprese, trasformato in un’abolizione. Fino ad allora la data del 1° luglio 2027 resta una proposta del governo.

Per famiglie e imprese, quindi, oggi non cambia nulla: le due tasse non si pagano. La vicenda mostra però un meccanismo frequente nei conti pubblici: una tassa approvata ma rinviata anno dopo anno compare nelle previsioni come entrata, mentre ogni proroga ha un costo. Per le aziende, invece, il problema principale è non sapere se e quando dovranno pagarla.

Contenuto a solo scopo informativo: non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento.

Fonte: Consiglio dei ministri